Trasferimento in terapia intensiva da New York
Il trasferimento in terapia intensiva da New York richiede spesso una pianificazione aggiuntiva a causa della lunga durata del volo, delle grandi reti ospedaliere, delle questioni assicurative, dei documenti medici, della scelta dell'aeroporto e della pianificazione delle rotte internazionali. In caso di rimpatrio dagli Stati Uniti, non occorre considerare solo il volo, ma anche la stabilità medica del paziente, la dimissione dall'ospedale, il trasporto in ambulanza verso l'aeroporto, l'eventuale autorizzazione medica della compagnia aerea e il trasferimento all'arrivo in Belgio, Paesi Bassi o un'altra destinazione. Bryan Morgan Care valuta per ogni caso quale modalità di trasporto medico sia sicura e realizzabile.
Quando è rilevante questo tema?
Il trasferimento in terapia intensiva da New York diventa rilevante quando un paziente non può rientrare autonomamente o quando la normale pianificazione del viaggio non è sufficientemente sicura.
Ciò può accadere dopo un ricovero ospedaliero, un incidente, un intervento chirurgico, un'infezione, un problema cardiaco, un ictus, una caduta o una perdita improvvisa della mobilità. Anche quando il paziente può essere ufficialmente dimesso, questo non significa automaticamente che possa viaggiare in sicurezza.
Le condizioni mediche, la mobilità, il dolore, il fabbisogno di ossigeno, la distanza, la rotta disponibile e l'assistenza all'arrivo determinano insieme quale soluzione sia responsabile.
Prima valutazione del caso
Un buon rimpatrio inizia dalle informazioni mediche. Sono rilevanti la diagnosi, le condizioni attuali, i farmaci, la mobilità, il fabbisogno di ossigeno, lo stato infettivo, il livello del dolore, gli interventi recenti e gli eventuali rischi durante il trasporto.
Inoltre, viene valutato in modo pratico il luogo in cui si trova il paziente: ospedale, hotel, appartamento, nave da crociera, centro di riabilitazione o luogo di soggiorno temporaneo. Questa posizione contribuisce a determinare la pianificazione dell'ambulanza, dell'aeroporto e delle tempistiche.
In questo modo la famiglia riceve più rapidamente chiarezza su ciò che è medicalmente responsabile e su quale modalità di trasporto sia realistica.
ICU, monitoraggio e terapia intensiva
Nei casi ICU, il monitoraggio, i farmaci, l'ossigeno, la ventilazione e il trasferimento delle informazioni mediche sono fondamentali.
In questi casi un normale volo di linea spesso non è adatto e può essere necessaria un'ambulanza aerea o un trasferimento specializzato.
Prima della partenza deve essere chiaro quale attrezzatura sia necessaria, quali farmaci siano in corso e quale ospedale prenderà in carico il paziente all'arrivo.
Perché i casi dagli Stati Uniti sono spesso più complessi
Nel rimpatrio dagli Stati Uniti, la distanza, gli elevati costi sanitari, i grandi ospedali, i numerosi aeroporti e i lunghi voli internazionali svolgono un ruolo importante.
Spesso anche la compagnia assicurativa, la centrale operativa, la famiglia e la struttura sanitaria ricevente devono essere rapidamente coordinati. A causa della lunga durata del volo, è necessaria un'attenzione particolare all'ossigeno, al rischio di trombosi, al controllo del dolore, ai farmaci e alla stanchezza.
A volte una rotta attraverso un grande hub internazionale è preferibile all'aeroporto più vicino. La scelta medica e quella logistica vengono quindi valutate insieme.
Quali opzioni di trasporto sono possibili?
A seconda del caso, si può optare per il trasporto in ambulanza, per l'assistenza medica su un volo di linea, per un volo con barella o per un'ambulanza aerea.
Per i pazienti stabili è spesso possibile una soluzione meno intensiva, ad esempio un volo di linea con accompagnamento medico. Quando stare seduti non è possibile, si può valutare un volo con barella. In caso di instabilità, ventilazione o monitoraggio intensivo, può essere necessaria un'ambulanza aerea.
L'opzione più economica non è sempre quella più sicura e la rotta più rapida non è sempre la migliore. Per questo la scelta viene effettuata sulla base della sicurezza medica, del comfort, della rotta, della disponibilità e dei rischi durante il viaggio.
Perché il coordinamento da letto a letto resta importante
Un rimpatrio sicuro comprende diversi passaggi: la partenza dall'ospedale o dal luogo di soggiorno, l'ambulanza, l'aeroporto, il check-in, l'imbarco, il volo, l'arrivo, una seconda ambulanza e il trasferimento alla famiglia o alla struttura sanitaria.
Se uno dei passaggi non è adeguatamente preparato, può causare ritardi, stress o rischi medici. Per questo è preferibile considerare il percorso nel suo insieme, non come singoli momenti di trasporto.
Il coordinamento da letto a letto offre tranquillità anche alla famiglia: in anticipo è chiaro chi preleva il paziente, chi lo accompagna, dove arriva il paziente e chi riceve il trasferimento delle informazioni mediche.
Quali informazioni sono necessarie?
Di solito sono importanti la diagnosi, il referto medico, l'elenco dei farmaci, la mobilità, il fabbisogno di ossigeno, lo stato infettivo, il livello del dolore, lo stato cognitivo e la destinazione.
Per un volo commerciale può essere necessaria anche l'autorizzazione medica della compagnia aerea o una valutazione dell'idoneità al volo. Le compagnie aeree talvolta vogliono sapere se il paziente è in grado di stare seduto, se necessita di ossigeno, se ha bisogno di una sedia a rotelle o se trasporta apparecchiature mediche.
Più completo è il caso, più rapidamente è possibile effettuare una valutazione corretta.
Arrivo e assistenza successiva
Il rimpatrio non termina al confine o in aeroporto. All'arrivo deve essere chiaro se il paziente si recherà a casa, in ospedale, in un centro di riabilitazione, in una struttura residenziale assistenziale o in un'altra struttura sanitaria.
È inoltre possibile coordinare in anticipo l'assistenza domiciliare, il medico di famiglia, l'accoglienza da parte della famiglia o il successivo monitoraggio medico. In questo modo si evita che il paziente venga trasportato in sicurezza, ma si trovi all'arrivo senza un'assistenza adeguata.
Nei pazienti vulnerabili, il trasferimento alla struttura sanitaria ricevente è importante almeno quanto il trasporto stesso.