Che cosa succede dopo l'arrivo durante un rimpatrio medico?
Che cosa succede dopo l'arrivo durante un rimpatrio medico? È un tema importante nell'ambito delle operazioni internazionali di rimpatrio medico. L'approccio corretto dipende dalla stabilità medica, dalla distanza, dalla mobilità, dai documenti, dalla destinazione, dal comfort e dalla modalità di trasporto scelta. Bryan Morgan Care considera non solo il percorso, ma l'intero tragitto: dal luogo in cui si trova il paziente fino alla consegna sicura all'arrivo.
Quando è rilevante questo tema?
Che cosa succede dopo l'arrivo durante un rimpatrio medico? È una domanda rilevante quando un paziente non può rientrare autonomamente o quando la normale pianificazione del viaggio non è sufficientemente sicura.
Può accadere dopo un ricovero ospedaliero, un incidente, un intervento chirurgico, un'infezione, un problema cardiaco, un ictus, una caduta o una perdita improvvisa della mobilità. Anche quando il paziente è ufficialmente dimesso, ciò non significa automaticamente che possa viaggiare in sicurezza.
Le condizioni mediche, la mobilità, il dolore, il fabbisogno di ossigeno, la distanza, il percorso disponibile e l'assistenza all'arrivo determinano insieme quale soluzione sia responsabile.
Prima valutazione del caso
Un buon rimpatrio inizia dalle informazioni mediche. Occorre considerare la diagnosi, le condizioni attuali, i farmaci, la mobilità, il fabbisogno di ossigeno, lo stato infettivo, il livello di dolore, gli interventi recenti e gli eventuali rischi durante il trasporto.
Inoltre, si valuta concretamente dove si trova il paziente: ospedale, hotel, appartamento, nave da crociera, centro di riabilitazione o luogo di soggiorno temporaneo. Questa posizione contribuisce a determinare la pianificazione dell'ambulanza, dell'aeroporto e delle tempistiche.
In questo modo la famiglia riceve più rapidamente chiarezza su ciò che è responsabile dal punto di vista medico e su quale modalità di trasporto sia realistica.
Quali opzioni di trasporto sono possibili?
A seconda del caso, si può scegliere il trasporto in ambulanza, l'accompagnamento medico su un volo di linea, un volo con barella o un'aeroambulanza.
Per i pazienti stabili è spesso possibile una soluzione meno intensiva, ad esempio un volo di linea con accompagnamento medico. Quando non è possibile stare seduti, si può valutare un volo con barella. In caso di instabilità, ventilazione assistita o monitoraggio intensivo, può essere necessaria un'aeroambulanza.
L'opzione più economica non è sempre quella più sicura e il percorso più rapido non è sempre il migliore. Per questo la scelta viene effettuata sulla base della sicurezza medica, del comfort, del percorso, della disponibilità e dei rischi durante il viaggio.
Perché il coordinamento da letto a letto resta importante
Un rimpatrio sicuro è composto da diversi passaggi: partenza dall'ospedale o dal luogo di soggiorno, ambulanza, aeroporto, check-in, imbarco, volo, arrivo, seconda ambulanza e consegna alla famiglia o alla struttura sanitaria.
Se un solo passaggio non è preparato adeguatamente, può causare ritardi, stress o rischi medici. Per questo è meglio considerare il tragitto come un insieme unico, non come singoli momenti di trasporto.
Il coordinamento da letto a letto offre tranquillità anche alla famiglia: è chiaro in anticipo chi preleva il paziente, chi lo accompagna, dove arriva il paziente e chi riceve il passaggio di consegne medico.
Quali informazioni sono necessarie?
Di solito sono importanti la diagnosi, il referto medico, l'elenco dei farmaci, la mobilità, il fabbisogno di ossigeno, lo stato infettivo, il livello di dolore, lo stato cognitivo e la destinazione.
Per un volo commerciale può essere necessario anche un nulla osta medico della compagnia aerea o una valutazione dell'idoneità al volo. Le compagnie aeree vogliono talvolta sapere se il paziente può stare seduto, se ha bisogno di ossigeno, se necessita di una sedia a rotelle o se porta con sé apparecchiature mediche.
Quanto più completo è il dossier, tanto più rapidamente può essere effettuata una valutazione corretta.
Arrivo e assistenza successiva
Il rimpatrio non termina al confine o in aeroporto. All'arrivo deve essere chiaro se il paziente si recherà a casa, in ospedale, in un centro di riabilitazione, in una struttura residenziale o in un'altra struttura assistenziale.
Anche l'assistenza domiciliare, il medico di famiglia, l'accoglienza da parte dei familiari o il successivo monitoraggio medico possono essere coordinati in anticipo. In questo modo si evita che il paziente venga trasportato in sicurezza, ma si trovi all'arrivo senza un'assistenza adeguata.
Per i pazienti vulnerabili, la consegna alla struttura sanitaria ricevente è importante almeno quanto il trasporto stesso.