Ricovero ospedaliero in Colorado e rimpatrio
Il ricovero ospedaliero in Colorado e il rimpatrio richiedono spesso una pianificazione aggiuntiva a causa della lunga durata del volo, delle grandi reti ospedaliere, delle questioni assicurative, dei documenti medici, della scelta dell’aeroporto e della pianificazione della rotta internazionale. In caso di rimpatrio dagli Stati Uniti non è necessario considerare soltanto il volo, ma anche la stabilità medica del paziente, la dimissione dall’ospedale, il trasporto in ambulanza verso l’aeroporto, l’eventuale valutazione medica della compagnia aerea e il trasferimento all’arrivo in Belgio, nei Paesi Bassi o in un’altra destinazione. Bryan Morgan Care valuta per ogni caso quale modalità di trasporto medico sia sicura e realizzabile.
Quando è rilevante questo tema?
Il ricovero ospedaliero in Colorado e il rimpatrio diventano rilevanti quando un paziente non può rientrare autonomamente o quando la normale pianificazione del viaggio non è sufficientemente sicura.
Può accadere dopo un ricovero ospedaliero, un incidente, un intervento chirurgico, un’infezione, un problema cardiaco, un ictus, una caduta o un’improvvisa perdita di mobilità. Anche quando il paziente può essere ufficialmente dimesso, ciò non significa automaticamente che sia in grado di viaggiare in sicurezza.
Le condizioni mediche, la mobilità, il dolore, il fabbisogno di ossigeno, la distanza, la rotta disponibile e l’assistenza all’arrivo determinano insieme quale soluzione sia responsabile.
Prima valutazione del caso
Un buon rimpatrio inizia dalle informazioni mediche. Occorre considerare la diagnosi, le condizioni attuali, i farmaci, la mobilità, il fabbisogno di ossigeno, lo stato infettivo, il livello di dolore, gli interventi recenti e gli eventuali rischi durante il trasporto.
Inoltre, viene valutato concretamente il luogo in cui si trova il paziente: ospedale, hotel, appartamento, nave da crociera, centro di riabilitazione o luogo di soggiorno temporaneo. Tale ubicazione contribuisce a determinare la pianificazione dell’ambulanza, dell’aeroporto e dei tempi.
In questo modo la famiglia riceve più rapidamente chiarezza su ciò che è medicalmente responsabile e su quale modalità di trasporto sia realistica.
Perché i casi provenienti dall’America sono spesso più complessi
Nel rimpatrio dagli Stati Uniti distanza, costi elevati delle cure, grandi ospedali, numerosi aeroporti e lunghi voli internazionali svolgono un ruolo importante.
Spesso anche l’assicuratore, la centrale operativa, la famiglia e la struttura sanitaria di destinazione devono essere rapidamente coordinati. A causa della lunga durata del volo è necessaria un’attenzione particolare all’ossigeno, al rischio di trombosi, al controllo del dolore, ai farmaci e alla stanchezza.
A volte una rotta attraverso un grande hub internazionale è preferibile all’aeroporto più vicino. La scelta medica e quella logistica vengono quindi valutate insieme.
Quali opzioni di trasporto sono possibili?
A seconda del caso, si può optare per il trasporto in ambulanza, per l’assistenza medica su un volo di linea, per un volo con barella o per un’ambulanza aerea.
Per i pazienti stabili è spesso possibile una soluzione meno intensiva, ad esempio un volo di linea con accompagnamento medico. Quando stare seduti non è possibile, si può valutare un volo con barella. In caso di instabilità, ventilazione o monitoraggio intensivo, può essere necessaria un’ambulanza aerea.
L’opzione meno costosa non è sempre quella più sicura e la rotta più rapida non è sempre la migliore. Per questo la scelta viene effettuata sulla base della sicurezza medica, del comfort, della rotta, della disponibilità e dei rischi durante il viaggio.
Perché il coordinamento da letto a letto rimane importante
Un rimpatrio sicuro è composto da diverse fasi: partenza dall’ospedale o dal luogo di soggiorno, ambulanza, aeroporto, check-in, imbarco, volo, arrivo, seconda ambulanza e trasferimento alla famiglia o alla struttura sanitaria.
Se una di queste fasi non è adeguatamente preparata, può causare ritardi, stress o rischi medici. Per questo il percorso deve essere considerato come un insieme unico e non come momenti di trasporto separati.
Il coordinamento da letto a letto dà inoltre tranquillità alla famiglia: in anticipo è chiaro chi preleva il paziente, chi lo accompagna, dove arriva il paziente e chi riceve il trasferimento delle informazioni mediche.
Quali informazioni sono necessarie?
Di solito sono importanti la diagnosi, il referto medico, l’elenco dei farmaci, la mobilità, il fabbisogno di ossigeno, lo stato infettivo, il livello di dolore, lo stato cognitivo e la destinazione.
Per un volo commerciale può essere necessaria anche una valutazione medica della compagnia aerea o una valutazione dell’idoneità al volo. Le compagnie aeree talvolta vogliono sapere se il paziente è in grado di stare seduto, se ha bisogno di ossigeno, se necessita di una sedia a rotelle o se porta con sé apparecchiature mediche.
Quanto più completo è il caso, tanto più rapidamente è possibile effettuare una valutazione corretta.
Arrivo e assistenza successiva
Il rimpatrio non termina al confine o in aeroporto. All’arrivo deve essere chiaro se il paziente deve recarsi a casa, in ospedale, in un centro di riabilitazione, in una struttura residenziale assistita o in un’altra struttura sanitaria.
Possono essere coordinati in anticipo anche l’assistenza domiciliare, il medico di base, l’assistenza da parte della famiglia o il successivo monitoraggio medico. In questo modo si evita che il paziente venga trasportato in sicurezza, ma si trovi all’arrivo senza un’assistenza adeguata.
Per i pazienti vulnerabili, il trasferimento alla struttura sanitaria ricevente è importante almeno quanto il trasporto stesso.